Cristo su tutto,
Cristo prima di tutto,
Cristo oltre tutto

Se la sindone di Torino è la prova scientifica che un uomo ha subito la devastante flagellazione alla colonna;

Se la scarificazione sulla caviglia dell’anello è il segno che quello stesso uomo è stato legato agli altri condannati nel cammino verso il calvario;

Se la trasveberazione dei chiodi nei polsi e nelle piante dei piedi, è la prova che quell’uomo è stato corocifisso;

Se il telo di Oviedo, in cui è stato raccolto il getto di sangue e siero, è la verifica della sua morte;

Se le immagini del volto di quell’uomo corrispondono, allora possiamo affermare con una certa sicurezza che il sudario di Manoppello è la prova scientifica che quello stesso uomo è risorto.

Chi vuole può anche non credere, ma … non ci sono troppe attinenze con i Vangeli per non avere un sospetto, un lieve sospetto che quell’uomo potrebbe essere il Cristo?

Che i Vangeli siano il fondamento di una verità storica? Che Cristo è presente ora e sempre dentro e accanto a noi?

 

Noi iscritti all’associazione del Volto Santo  lo crediamo per questo adoriamo:

Cristo su tutto, Cristo prima di tutto, Cristo oltre tutto.

Cristo è il centro del centro del nostro cuore. La sua parola è il fondamento dei nostri pensieri; l’eucarestia, il nutrimento delle nostre anime; la preghiera, il sostegno delle nostre menti; il digiuno e l’astinenza, la purificazione dei nostri corpi.

La nostra storia

La nascita dell’associazione del Volto Santo ha un inizio piuttosto singolare: la sofferenza di una donna, Amalia Di Rella; l’inesausto entusiasmo di un uomo dalla fede semplice e schietta, Michele Lobascio.                                              

Amalia Di Rella nasce a Ruvo il 25 maggio 1934. Dopo un’infanzia normale, era infatti una bambina vivace affabile e sanissima, dall’età di 10 anni comincia ad accusare un’infinita serie di malattie e malanni che la perseguitano per decenni. Nella vita ha un unico obbiettivo: diventare suora.

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La fede in Dio è temprata dai lunghi anni trascorsi nelle corsie d’ospedale e pur nella sofferenza, è una persona che attrae, è piacevole, ha fascino. È sempre circondata da molta gente che le vuole bene. I sacerdoti e i vescovi, che si succedono nella diocesi, le riconoscono un amore non comune verso Cristo, un servizio verso gli ammalati, una sottomissione incondizionata alla Chiesa di Roma.

Michele Lobascio svolge l’attività di autista al convento delle suore Alcatarine di Molfetta negli anni sessanta. Spesso si sposta per delle commissioni in vari luoghi della Puglia della Campania e dell’Abruzzo.

 

Amalia è ricoverata nell’ospedale di Ruvo per insufficienza cardiorespiratoria. Michele Lobascio, suo cognato, visto che i medici non riescono a trovare delle soluzioni, la terza domenica di maggio, la prende un po’ per amore un po’ per forza e le dice:

“Vieni con me a Manoppello. Ti porto a vedere il volto di un Cristo. Se lo guarderai negli occhi, Amalia, i tuoi mali finiranno.”

 

Le sue condizioni di salute sono pessime. Con la preoccupazione dei parenti, intraprende il viaggio con le suore francescane di Molfetta.

Amalia si è lasciata convincere. Michele le ha spiegato che sebbene quel volto non sia un dipinto, è straordinario da vedere. È un miracolo per com’è fatto, oggetto di stupefacente bellezza e interesse che solo pochi conoscono.

Amalia ha trentacinque anni compiuti proprio in quei giorni quando si reca a Manoppello. Ha perso le speranze di guarigione e soprattutto il suo più grande anelito, diventare suora.

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La festa, che si svolge in questo paesino di alcune migliaia di anime, è simile a tante. Amalia, si è fermata nel convento delle suore per pregare.

Il Volto viene portato in processione e appena giunto in chiesa, l’ostensorio è posto sull’altare e si svolgono le funzioni religiose. Amalia resterà in adorazione dinanzi al Signore, che piano la sta catturando con il suo volto martoriato.

Dopo la messa, mentre i fedeli vanno fuori a festeggiare, resta in chiesa con le sorelle francescane a vegliare per l’intera notte, presa dalla contemplazione, non prova neanche ad assopirsi.

Prega con le suore e canta, lei che non aveva la voce per il respiro. Da ora in poi ella sa che non potrà più fare a meno della sconosciuta e misteriosa reliquia. Finché le forze lo permetteranno, tornerà sempre in quel piccolo e sconosciuto paesino dell’Abruzzo per adorare il vero volto di Cristo Risorto, cercato nella sua integra identità dai mistici e profeti.

Il volto del quale era innamorata Teresa da Avila, Teresina del Bambin Gesù, la bellissima santa di Lisieux; le quali, non a caso diventeranno i suoi punti di riferimento.

Quando Amalia giunse a Manoppello, nel maggio del settanta, salendo la scalinata della basilica senza respiro e con il cuore che le pulsava in modo folle mentre il cognato e una suora la reggevano, all’incontro con padre Domenico ebbe la guarigione.

Il frate le ordinò di andare a vendere i ricordini e le corone nella navata destra, sotto lo sguardo perplesso di Michele Lobascio. Amalia ubbidì attonita. Durante la festa, seguì la processione sotto braccio del cognato che pensava:

“Questa mi cade a terra da un momento all’altro.”

Non fu così. La futura Discepola del Volto Santo cantò inni, mangiò al convento, compreso il dolce, fino alla sazietà. Ritrovò forze ed energie, fu la guarigione dalle malattie ben documentate che la tormentavano. Padre Domenico la prese sotto la sua direzione spirituale. Ella gli narrò della sua esistenza di malata e le sue attese spirituali. La vita cambiò da quel giorno. Sulla strada del ritorno da Manoppello, Amalia si sentiva forte e viva. Le sue energie si erano centuplicate.

Da allora è stata bene, e i suoi successivi malesseri sono stati di natura mistica che lei ha nascosto, ma che grazie alla testimonianza di molti sono stati svelati dopo la sua morte, dalle persone che l’hanno conosciuta, hanno visto e vissuto insieme sia nell’associazione di Ruvo che nella comunità di Andria.

Il 30 ottobre del 1974 giunge a Ruvo per la prima volta padre Domenico, sono giorni in cui si raccolgono molte anime e molte famiglie ruvesi intorno a lui e ad Amalia. La chiesa del Purgatorio è colma di gente. La notizia passa di bocca in bocca e c’è tanta folla in chiesa a confessarsi. Nel 1974 inizia il cammino dell’associazione, sotto la guida di padre Domenico da Cese, del quale possiamo affermare di esserne il fondatore. E poi ancora una seconda volta nell’76. In quegli anni il punto di riferimento è la casa di Amalia a Ruvo su corso Jatta al numero 66.

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Da questo nucleo, nel corso degli anni, inizierà a crescere l’associazione del Volto Santo nella chiesa del Purgatorio sotto la direzione spirituale di don Vincenzo Amenduni, per prima nella diocesi di Bitonto – Ruvo sotto il vescovado di monsignor Aurelio Marena e formalizzata il 27 giugno del 1977.     Padre Domenico in quell’anno torna a Ruvo, per la terza volta e benedice l’immagine del Volto Santo inserita nell’edicola sul muro di cinta della villa Caldarola e ancora lì presente.
Insieme ad Amalia ai signori Tota, i Del Vecchio ai Lorusso Pellegrini ai Fracchiolla e ai Lamura, il frate enuncia quelli che saranno i canoni dell’associazione. Nel 1980 nel mese di maggio, viene posta l’immagine del Volto, nella chiesa del Purgatorio, così come la si vede oggi, e viene eletto il professor Vito Lamura, primo presidente.

Finalita'
della nostra associazione

  • Art – 1  Promuovere tra i soci una vita cristiana nella sua pienezza; diffondere il culto del Volto Santo.

 

  • Art – 2 Assistenza morale, spirituale e materiale, nei limiti delle possibilità, rivolte ad ogni ceto e a ogni età; evangelizzazione, promozione umana e sociale, soprattutto degli emarginati, secondo le precise direttive della Chiesa, del Papa e del Vescovo.
  • Art – 3 All’associazione possono iscriversi tutti i fedeli che abbiano compiuto almeno 14 anni, purché in piena comunione con la Chiesa, con il Papa e il Vescovo; fino al compimento del 18° anno d’età gli iscritti vengono considerati come “aspiranti”.

  • Art – 4 Ogni socio è tenuto ad intervenire all’assemblea dei soci, ai momenti comunitari rappresentati dagli atti di culto dell’anno liturgico (Natale, Pasqua ecc.)  e alle SS funzioni caratterizzanti lo spirito dell’associazione (primi venerdì del mese, novena al Volto Santo, ai funerali dei soci).

  • Art – 5 All’atto dell’ammissione, il socio è tenuto a prendere visione dei suoi doveri e diritti ed a versare una quota annuale, libera, così come stabilita dell’amministrazione pro – tempore ed approvata dall’ordinario diocesano.

  • Art – 6 Segno distintivo dell’associazione è un abitino riportante, sul fondo scuro, l’immagine del Volto Santo nel dritto e l’immagine di Maria SS. nel verso.

  • Art – 7 L’ammissione solenne si effettuerà ogni anno, nel giorno della festa del Volto Santo (terza domenica di maggio) alla presenza dell’assemblea liturgica.

  • Art – 8 Non sarà considerato più socio iscritto chi non partecipa alla vita comunitaria senza un giustificato motivo.    

Iscriversi?

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quando iscriversi?

Se vuoi far parte dell’associazione, puoi iscriverti nella terza domenica di maggio, festa del Volto Santo, durante la celebrazione dell’Eucarestia. 

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ti sembra poco?

Se sei alla ricerca di una pace interiore, se sei alla ricerca di Dio, se vuoi dare un senso all’esistenza, aiutaci a rinnovare la nostra e la tua fede con nuove idee e proposte.

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quali impegni avrai?

Messe nella Chiesa del Purgatorio di Ruvo di Puglia programmate, pellegrinaggi, disponibilità all’aiuto materiale e morale dei soci, all’attività di volontariato del prossimo.

Per l’iscrizione e per il rinnovo annuale della tessera ciascuno contribuisce in modo libero secondo la propria disponibilità. Quanto si dona diventa: sostegno per i bisognosi; incentivi per i meritevoli,  preghiere per i defunti (Sante Messe di suffragio).